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Ebooks, commenti…

23 Giu

Ultimamente mi sto appassionando agli ebooks e ai device quali e-book readers e IPhone/IPad, come si può vedere dai post precedenti.
Il motivo del mio entusiasmo riguardo questi nuovi dispositivi è che li attendevo da tempo: la possibilità di leggere comodamente distesa in divano con una sorta di “libro elettronico” collegato alla rete è semplicemente fantastico!
Tempo fa pensavo di acquistare iLiad: l’utente ha il vantaggio di scrivere note e sottolineare il testo con un pennino simile a una matita, in perfetta analogia con un normale volume cartaceo.
Recentemente mi sono orientata all’IPad, per vari motivi: è un computer portatile delle dimensioni A4, dotato di wi-fi, con la possibilità di scaricare migliaia di apps dall’Apple Store, tra le quali Stanza, uno dei migliori software per e-book attualmente sul mercato. Con questo tool infatti è possibile scrivere delle note associate al testo, proprio come nel iLiad. Senza contare la facoltà di scrivere la propria applicazione e caricarla su iTunes!

Mi chiedo: quale sarà il futuro del libro?. Le nuove generazioni, cresciute a internet, Iphone, tecnologia touchscreen, cinema 3D… saranno disposte a leggere ancora su carta? O si lasceranno tentare dal fascino del formato elettronico? Entusiasmi a parte, credo di si. Attenzione: lo dice una bibliofila incallita che a casa non sa più dove archiviare i libri. Ovviamente i volumi come li conosciamo adesso continueranno ancora ad essere pubblicati, letti e venduti per un bel pò di tempo, alla lunga, però, il formato cartaceo potrebbe perdere terreno se consideriamo le sue caratteristiche o, se vogliamo, i suoi limiti.

Quali? Spreco di carta e occupazione di spazio, in primis. Il vantaggio del digitale in genere è appunto l'”immaterialialità”.
C’è anche chi vede nel’ebook un modo di restituire dignità a testi dimenticati e/o fuori stampa, come suggerisce Corrado Premuda nell’articolo “E se l’ebook non fosse un flop?”, pubblicato su Network.
Secondo me questo potrebbe essere uno degli “effetti secondari” dell’utilizzo di questi device. Sarà anche il mercato a decidere quali autori e opere distribuire: se un autore o un testo non viene più richiesto, trovo difficile che sia proprio l’ebook a determinarne il successo, a prescindere dalla tecnologia. Per contro,si aprono nuovi scenari: grazie al risparmio di produzione e di trasporto, gli editori di nicchia potrebbero sfruttare questa opportunità per ravvivare la popolarità di qualche testo caduto in disuso o per promuovere artisti sconosciuti nel nostro paese e tutti gli scrittori emergenti.

Concludo con un augurio/desiderio: con tutto questo “hype” su e-book readers, mi auguro che questo strumento diventi un modo -ulteriore- per invogliare alla lettura chi non ha mai preso in mano un libro (in qualsiasi suo formato, autore, titolo o argomento)o chi pensa che, terminata la scuola dell’obbligo, è terminato l’obbligo a mantenere in forma il suo pensiero.

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Pubblicato da su 23 giugno 2010 in Uncategorized

 

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