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Bijoux

Ottobre 2010, un momento della mia vita indimenticabile. Sono quei momenti in cui senti un “click” nella testa e realizzi che “è il momento”, non sai ancora bene per che cosa ma sai che è ora.

Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati
Dove andiamo?
Non lo so, ma dobbiamo andare

faceva dire J. Kerouac al suo protagonista Dean Moriarty nel romanzo “On the road”. Bè ecco, ho provato qualcosa del genere.
Stanca del solito tran tran e delle lunghe e interminabili ore passate davanti al computer, cercavo un modo per avere uno “sprint di vitalità”,  insomma ho realizzato che non si può trascorrere l’esistenza in rete e davanti al monitor del portatile
Ho semplicemente lasciato che le mie vecchie passioni e hobbies affiorassero e tornassero a galla da sole: il disegno, le lingue straniere, ad esempio. Però non mi bastava: sentivo di dovermi spingere oltre, affrontare attività mai sperimentate prima…
Ricordavo che in una giornata di maggio, in un parco cittadino, ho trovato una esposizione di manufatti artigianali realizzati dalle partecipanti ai vari corsi tenuti presso un’associazione di volontariato locale. Ho pensato di iniziare da lì.

Questo per raccontarvi come sono arrivata al corso di bigiotteria: con tanta curiosità, molte incertezze – sarò in grado di combinare qualcosa?- zero ricerca sull’argomento. Sono partita con la tecnica dell‘ infilatura di perle, poi mi sono appassionata in maniera onnivora al mondo delle perline e ho scoperto tantissimi nuovi mondi: la tecnica della tessitura delle perle, di cui la tecnica peyote è un esempio, la tecnica del chain maille,  antichissima tradizione europea risalente al Medioevo, la tecnica wire, anch’essa di millenaria tradizione

.
Non mi sento di dire assolutamente che sono un’esperta, anzi, sono una “absolute beginner”, tuttavia mi piace l’idea di condividere la mia “passione” e dimostrare che anche un’imbranata totale come me è in grado di adoperare le mani con l’addestramento corretto e gli strumenti giusti! 😉

A proposito di strumenti: per iniziare non occorre avere un laboratorio artigianale, ma bastano tre pinze principali:

  • un tronchesino per tagliare i cavetti
  • pinze a punta piatta liscia/zigrignata
  • pinze a punta tonda

Per quanto riguarda il materiale, ossia le perle, basta recarsi in una merceria o nei negozi specializzati nel fai-da-te e l’hobbistica per vedere la vastità e la quantità di varianti in commercio… Io mi sono orientata perlopiù sui cristalli Swarovski, perchè hanno il pregio di donare molta luce e brillantezza, e poi sono molto “fashion”! 😉
Ripeto: girate un pò in rete e vedrete quante varietà di perle potrete utilizzare, e non dimenticate che se vi farete prendere dalla febbre del fai-da-te, potrete crearvi le vostre perline con la carta, il feltro o le paste sintetiche!!

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